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I COSTI EVITABILI SUI CONTI CORRENTI

Prima spesa (evitabile), quella per l'invio di estratti conto cartacei o dell'informativa riguardante il cambiamento del tasso applicato (creditore e debitore) o di altre informazioni di legge.

La media è di 2-3 euro ad invio.

Ma l'invio di tutta questa documentazione non è più un obbligo di legge, sostituito dagli estratti conto online che in numerose banche sono anche archiviabili nell'area riservata dell'home banking.

E dal servizio di invio informazione via posta elettronica.

E' consigliabile scegliere prima di tutto la banca che offra servizi di documentazione online, possibilmente anche con area riservata, per tenerne traccia per un certo periodo di tempo.

Se si ha già il conto, occorre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, chiedendo di non spedire più documentazione cartacea.

Spesso però basta passare in filiale facendo firmare la richiesta al funzionario in modo chiaro ed inequivocabile.

Seconda spesa , quella per una carta di credito.

La spesa è spesso abbuonata nel primo anno di apertura del conto ma, in altri casi, è sovente obbligatoria e fa parte del pacchetto con un costo specifico.

Essendo a volte una revolving, la sua gestione è costosa: se si vuole una carta di credito tradizionale, bisogna pagarla a parte.

E' meglio verificare che il conto corrente scelto abbia carta di credito e bancomat gratuiti almeno il primo anno e spese chiare per gli anni successivi, privilegiando chi la offre gratis.

Oppure, in alternativa, scegliere una carta di credito gratuita offerta da altri gestori.

Ma, in questo caso, attenzione alle spese per prelevare agli sportelli.

Terza spesa , commissioni di massimo scoperto.

Sul rosso in conto si pagano tassi molto elevati.

La media nazionale è sempre stata a due cifre.

Ma il rosso in conto spesso deriva proprio dalla gestione medioevale delle banche, che hanno tempi di accredito di bonifici da altre banche o da assegni anche di cinque/sette giorni (anche di più per quelli esteri).

E' meglio chiedere un affidamento e, nel caso di spese non controllabili, è preferibile avere un plafond con un prestito bancario con tassi annuali più bassi.

Ma, soprattutto, stare parecchio attenti a non sforare.

In realtà la situazione è in divenire perché, dopo l'intervento della politica, questa commissione è virtualmente eliminata.

Virtualmente nel senso che è stata sostituita con altri costi, magari più alti e, peggio ancora, non evitabili.

Quarta spesa , quella per la chiusura del conto.

E' stato il cavallo di battaglia di alcune grandi banche.

Azzerare le spese di chiusura conto è stato un gesto di buona volontà di fronte alla crescente protesta dei consumatori.

Ma attenzione: la banca chiederà praticamente sempre di pagare qualcosa se negli anni precedenti si è andati in rosso, oppure non si sono rispettati i tempi per il rientro di un prestito o di un finanziamento ipotecario.

Certo è che ancora oggi non è ben chiaro quanto costi chiudere un conto.

C'è il rischio che con una chiusura che sfori temporalmente il trimestre ci sia l'obbligo di pagare interessi e spese trimestrali.

Soprattutto, occorre ricordare che la chiusura di un conto può richiedere anche un mese dalla richiesta.

E' consigliabile, dunque, non dare ordini di chiusura troppo vicini alla fine del trimestre e, peggio che mai, dell'anno.

Il rischio è che, qualora al 31 dicembre il conto risultasse ancora aperto, anche se in estinzione, il correntista sia costretto a pagare le spese per tutto l'anno successivo.

Va prestata attenzione anche al fatto che ci sono dei conti con chiusura gratuita, ma solo a partire da un determinato periodo dall'apertura.

Quinta spesa , le commissioni di tenuta conto.

Al tempo dei conti online fai-da-te, attenzione alle spese per qualsiasi operazione in filiale, che sono onerose per bonifici e Mav (quest'ultimo serve a pagare, per esempio, le spese condominiali e l'assicurazione).

E' meglio, con un conto online, non andare mai in filiale per fare operazioni.

Prima di aprirlo, comunque, occorre verificare che le operazioni che si è soliti fare possano essere effettuate anche al computer.

Paradossalmente alcune grandi banche, per esempio, non permettono ancora di fare pagamenti periodici online.

Meglio puntare sui conti che ciascuna banca è tenuta ad offrire a zero spese in base agli accordi ABI con le associazioni di consumatori (è bene verificare sul sito PattiChiari).

Sesta spesa , quella per servizi che non si usano mai.

Vedi il caso di studenti, tradizionalmente portati ad effettuare un esiguo numero di operazioni, ed a cui vengono consigliati conti in cui pagano per una serie di servizi che non useranno mai come sconti in hotel, sul noleggio delle auto, assistenza medica e così via.

Occorre leggere molto bene il contratto nel momento in cui si firma.

E pure stare dietro ai cambiamenti dell'offerta.

Le banche, infatti, addebitano servizi non richiesti e che non saranno usati.

Meglio i conti a zero spese a partire da quelli online.

Settima spesa , quella per versare assegni, operazione che riesce a costare oltre 10 euro anche da una banca italiana verso un'altra banca italiana.

E' meglio non usare assegni, in particolare quelli di BancoPosta, che molte banche non accettano e/o fanno pagare molto caro.

Se poi si deve ricevere un pagamento dall'estero è meglio optare per le banche online, che permettono spesso di farlo a zero spese, anche se in dollari.

Ottava spesa , se si esce dalle spese del conto a forfait per un numero maggiore di operazioni.

Facciamo un esempio su un conto corrente base con 20 operazioni previste a trimestre: accredito di due stipendi = sei operazioni; bolletta Enel e Telecom = due operazioni (per comodità si considerano trimestrali); rata mutuo = tre operazioni; addebito canone telematico = tre operazioni.

Con qualche prelievo bancomat e pagamento Pos, trimestralmente si supera con molta facilità il tetto delle 20 operazioni.

E' meglio, prima di sottoscrivere un conto, utilizzare il simulatore che alcune banche mettono a disposizione sul sito per verificare esattamente quante operazioni si fanno e quanto si andrebbe a pagare.

Poi stampare il risultato della simulazione e, con quello, decidere che conto sottoscrivere.

In alternativa, pretendere una simulazione in filiale con bollettini e documenti del proprio bilancio familiare alla mano.

Nona spesa , conto di deposito e piano di accumulo con RID.

Un RID è un Rapporto Interbancario Diretto, che significa un ordine di pagamento permanente.

Ad esempio, si pagano gli alimenti alla moglie ogni mese, oppure un debito o, al contrario, si deve accumulare un piccolo risparmio su un conto di deposito esterno alla banca.

Con questo sistema vanno via soldi ogni volta, ma anche un piano di accumulo sulla stessa banca può arrivare a costare 5 euro a versamento, che su cifre piccole, 50-100 euro, è una percentuale spropositata.

E' meglio scegliere un servizio di e-banking gratuito che comprenda anche il servizio RID gestibile online.

In alternativa, sobbarcarsi con pazienza il bonifico ogni mese, sempre online.

Il problema riguarda però il prestito.

In quel caso, se il prestito è appoggiato sulla banca, attenzione alle spese per ogni versamento mensile, da verificare e trattare prima di firmare il contratto.

Decima spesa , quella per gestire i risparmi.

Anche l'investimento minimo del piccolo risparmiatore diventa una spesa occulta, se non si fanno bene i conti.

E' vero che nel conto a pacchetto alcune banche propongono gratis, o con sconti fino al 50%, un conto per deposito fondi, obbligazioni o titoli, ma bisogna sempre considerare anche altre spese, come quelle di gestione, l'una tantum per il versamento o le tasse.

Oltre al costo per trasferire i titoli se si vuol cambiare banca.

Ma, soprattutto, occorre leggere leggere leggere quello che si firma (cosa che sembra essere considerata una stravaganza).

Per evitare di essere il classico cliente che per evitare il rendimento zero segue il classico consiglio dell'impiegato di banca che propone obbligazioni bancarie ed affini.

Il risultato, di norma, è che devono disinvestire prima del tempo (ad esempio per comprare un'automobile) ed hanno indietro meno denaro di quello investito.

E' bene non considerare solo il tassi a credito di un investimento ma anche tutte le altre spese, chiedendo all'impiegato una simulazione esatta di quanto si verrebbe a ricevere dopo un certo periodo di tempo.

La simulazione va conservata gelosamente.

Possibilmente sottoscritta dall'impiegato e con la data.

Inoltre, vanno tenuti in considerazione i fogli informativi, dove ci possono essere variazioni nei costi amministrativi e di gestione.

Nel caso non si sia d'accordo, è importante comunicarlo tempestivamente e trattare con la banca (compito difficile) o, in alternativa, cambiare istituto.

I fogli informativi devono essere anche pubblicati online (a meno che non sia comunicato diversamente).

Nel caso non siano aggiornati, si può inviare una lettera di reclamo e richiedere che siano tolte le spese in eccesso.