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RISPARMIO PREVIDENZIALE: FISCO E COSTI PESANO SU FIP E PIP

L'offerta di Piani Individuali Previdenziali (PIP) detti anche FIP (Forme Individuali di Previdenza) è molto varia e non è facile orientarsi tra le varie tipologie di prodotto e di garanzie offerte.

Esistono tre differenti forme di contratti assicurativi previdenziali.

Sono indicate come contratti di tipo rivalutabile quelli la cui prestazione è legata all'andamento di un fondo a gestione separata.

Essi offrono la garanzia di rimborso del capitale, molto spesso accompagnata dalla garanzia di un rendimento minimo annuo.

Un'altra caratteristica di queste polizze è il consolidamento dei rendimenti conseguiti di anno in anno, che sono acquisiti definitivamente e non risentono, quindi, degli andamenti successivi.

Le gestioni separate di queste polizze vita sono investite prevalentemente in obbligazioni: i loro rendimenti sono essenzialmente costanti nel tempo, ma non raggiungono valori particolarmente elevati.

Nei contratti di tipo Unit Linked gli importi versati sono investiti in uno o più fondi assicurativi (Unit) che funzionano come fondi comuni d'investimento.

In effetti nacquero per camuffare i fondi comuni da polizze assicurative ed utilizzare i benifici fiscali riservati a queste ultime.

Non c'è più la garanzia di un rendimento minimo ed il risultato finale è legato all'andamento dei fondi interni.

La scelta è tra più lineee di gestione, dalle più prudenti fino a quelle a maggior contenuto azionario.

L'attività delle compagnie assicurative è soggetta al controllo dell'ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di interesse collettivo) e sono organizzate dall'ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese di Assicurazione).

UNA SCELTA DIFFICILE

I contratti misti mettono assieme le garanzie di una polizza rivalutabile con le opportunità di un contratto di tipo Unit Linked ed il contraente ha la possibilità di passare da un fondo a gestione separata ad un fondo interno assicurativo.

Alcuni prodotti offrono un automatismo che varia la destinazione del premio versato tra le varie linee disponibili in funzione dell'età dell'assicurato e del tempo mancante alla scadenza.

Nelle schede questa possibilità è indicata come gestione del Ciclo di Vita.

OCCHIO ALLE GARANZIE

Tra gli aspetti da valutare nella scelta di un prodotto previdenziale assicurativo ci sono le eventuali garanzie accessorie offerte.

Esse possono coprire in maniera diversa il caso morte, ad esempio con una maggiorazione, generalmente in funzione dell'età, del capitale rimborsato.

Oppure proporre il completamento del piano di versamenti da parte della compagnia, l'invalidità o la perdita di autosufficienza Long Term Care.

Ogni garanzia ha un costo, naturalmente, che potrebbe essere confrontato con il prezzo richiesto per contratti con analoghe coperture che possono essere acquistati a parte.

C'è un ulteriore aspetto da valutare in questi prodotti e riguarda l'erogazione della rendita al termine del piano dei versamenti.

La modalità di calcolo ed i costi di erogazione della rendita hanno il loro peso e possono incidere in maniera sostanziale sull'ammontare della pensione integrativa.

In particolare, i coefficienti di conversione del capitale in rendita possono essere predeterminati per un periodo di anni che varia da prodotto a prodotto.

IL PROBLEMA DEI COSTI

Le polizze individuali previdenziali prevedono delle commissioni, dette caricamenti, applicate ai singoli versamenti (premi nella terminologia assicurativa).

Questi caricamenti sono, mediamente, più elevati di quanto richiesto da un fondo pensione aperto; va ricordato che in alcuni casi il caricamento comprende anche il costo della garanzia accessoria caso morte.

E' inoltre abbastanza diffuso applicare commissioni maggiorate sui premi versati nei primi anni, commissioni che possono rappresentare anche l'80% del primo premio versato.

Su questa pratica è intervenuto l'organo di vigilanza sulle compagnie assicurative, l'ISVAP: le imprese sono ora tenute ad incrementare, in caso di trasferimento o riscatto, l'importo del capitale maturato della quota parte dei costi non maturati.

Essa viene espressa in funzione degli anni mancanti al termine della fase di accumulo rispetto agli anni complessivamente previsti.

DOVE INFORMARSI

Dall'1/12/2005 le compagnie assicurative debbono predisporre un Fascicolo Informativo che contiene una Scheda Sintetica, la Nota Informativa, le Condizioni di Assicurazione, comprensive dei regolamenti dei fondi interni (per i contratti Unit Linked) e della gestione interna separata (per i Contratti a Prestazioni Rivalutabili), oltre ad un glossario ed al modulo di proposta.

In particolare, la Scheda Sintetica riporta tutte le informazioni relative a durata, prestazioni, versamenti ed una misura dei costi che complessivamente gravano sul contratto, espresso da un indicatore sintetico, il Costo Percentuale Medio Annuo.

Esso è calcolato su livelli prefissati di premio, durate, età e sesso dell'assicurato ed impiegando un'ipotesi di rendimento della gestione interna separata.

Il Costo Percentuale Medio Annuo indica di quando si riduce ogni anno, per effetto dei costi, il potenziale tasso di rendimento del contratto rispetto a quello di una analoga operazione che ipoteticamente non fosse gravata da costi.

Ad esempio, se per una durata del contratto pari a 20 anni il Costo Percentuale Medio Annuo del 10° anno è pari all'1%, significa che i costi complessivamente gravanti sul contratto in caso di riscatto al 10° anno riducono il potenziale tasso di rendimento nella misura dell'1% per ogni anno di durata del rapporto assicurativo.

I valori delle quote dei fondi interni sono pubblicati su quotidiani specializzati.

Quelli relativi alle gestioni separate sono pubblicati una volta l'anno.

Sui siti delle compagnie deve essere obbligatoriamente resa disponibile la documentazione dei prodotti offerti.

IL PESO DEL FISCO

I contributi possono essere dedotti dal reddito fino ad una percentuale massima del 12%, con un massimo di 5.164,57 euro.

Il rendimento del fondo, inteso come differenza tra valore finale e valore iniziale del patrimonio di ciascun anno, è tassato all'11%.

La rendita erogata alla scadenza è assoggettata ad imposizione progressiva IRPEF, al netto dei redditi già tassati.

La rivalutazione annua della rendita è tassata al 12,50%.

In caso si richieda il montante finale sotto forma di capitale (con un limite massimo del 50%), la prestazione è assoggettata a tassazione separata, al netto della quota già tassata se non si supera il 30% del maturato, interamente se si supera tale soglia.