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TASSO ZERO

A chi non fa gola un finanziamento a tasso zero?

Risposta ovvia, se non fosse per quell'asterisco nero, simile ad uno scarabocchio, che rimanda in fondo alla pagina.

O, più spesso, sul lato sinistro e di traverso, dove si legge (a fatica): "Offerta finanziaria: TAN 0%; TAEG (poi sostituito dall'ISC, Indice Sintetico di Costo) variabile; costi di attivazione pratica variabili e non inclusi nel prezzo.

Salvo approvazione della finanziaria".

Ecco svelato l'arcano.

"Nella comunicazione si semplifica", si giustificano spesso i responsabili delle finanziarie.

Perché la verità è che lo zero che viene pubblicizzato si riferisce al TAN, e non al TAEG/ISC (che rappresenta il costo effettivo del finanziamento).

Anche se il TAN è zero, un costo delle spese di istruttoria di 150 euro su un prestito di 5 mila euro rimborsabile in due anni, comporta un TAEG di quasi il 3%.

E, su importi più contenuti, i costi di istruttoria incidono in misura ancora maggiore.

Poi ci sono le spese di incasso rata, ogni mese 1 o 2 euro da pagare.

Tuttavia, in alcuni casi e su importi superiori ai 10.000 euro, il TAEG/ISC è effettivamente vicino allo zero e questo accade soprattutto per alcuni concessionari di automobili.

Un'altra formula promette: "compri oggi, paghi fra un anno".

Vediamo anche questo contratto e supponiamo che il periodo di pre-ammortamento (cioè l'intervallo di tempo che passa dall'acquisto al momento in cui si paga la prima rata) sia di sei mesi, con un tasso dell'8%.

Quando l'acquirente comincia il pagamento delle rate, a partire dal settimo mese, l'importo sarà maggiore, per ogni rata, rispetto al caso in cui il beneficiario avesse iniziato da subito a pagare.

Questo perché gli interessi maturati nei primi sei mesi vengono poi caricati sulle rate dal settimo mese in poi.

E' semplicemente una questione di calcolo finanziario dell'operazione.

Ci sono anche altre opzioni come la mini-rata, che riducono l'importo del versamento mensile, allungando il periodo di rimborso.